Wednesday, 26 October 2011

Sono viva

Ai due o tre gatti che ogni tanto leggono il bloggolo, sono viva e mi barcameno, piú o meno, cercando di non sclerare troppo. Il mio umore non é tra i migliori, invece di essere solo depressa come al solito, tendo anche all'incazzevole, come se avessi finito le riserve di pazienza col mondo.
E mi sento anche molto pessimista, mi trovo a pensare cose tipo "goditi l'acqua calda della doccia che tra 10 anni magari sarai in un ostello per senza casa poveri e dovrai fare i turni", "goditi questo cibo che tra 20 anni sarai a rovistare tra la spazzatura", "il mondo stá andando in rovina" e via con l'allegria....

Stó cercando di convincermi che non é il mondo che ce l'ha con me, sono io che sono "disegnata" un po' storta, e devo farci l'abitudine.
Non staró mai benissimo, mi devo accontentare di non stare col morale sotto o al livello dei i piedi e lavorarci attorno.
Anzi, il giorno in cui mi dovessi sentire di colpo piena di energie e ottimismo sará forse il giorno in cui dovrei cominciare a pensare a un problema di tipo bipolare, invece che depressivo e basta, quindi meglio che mi accontenti dei bassi, che gli "alti e bassi" sono ancora peggio, pare.

Forse troveró il coraggio di chiedere alla nostra "Occupational Health Manager" di mettermi in contatto con un "counsellor", una spalla su cui piangere professionale, ma dopo l'esperienza Svizzera ho poche speranze su questo genere di professionsiti.
Per intenderci, la scema "psicologa per gli studenti" con cui parlai in Svizzera mi disse che "non capiva il mio inglese e quindi non mi poteva aiutare veramente", "non avevo per niente l'aria da scienziata", e che tanto "se mi sposavo e facevo due o 3 bambini mi sarebbe passato tutto".
Chissá poi che aspetto devono avere le scienziate secondo questa geniessa... quanto all'inglese, a quel punto erano 4 anni in cui praticamente parlavo solo inglese con gente di tutto il mondo, madrelingua e no, senza alcun problema, ma fu un colpo alla mia povera autostima giá poco solida.
Bah.

Friday, 7 October 2011

Pensieri depressi

La storia di Anna Lisa mi ha fatto riflettere.
Mi aveva colpito il suo desiderio di vivere, di cercare di andare avanti contro tutte le aspettative, di accettare di vivere una vita "cronica" di morfina e chemio pur di vivere in qualche modo.
Credo che capiti a tanti malati in questi casi, mia nonna ebbe una serie interminabile di sfighe di salute, cancro incluso (da cui guarí, seppure con cicatrici fisiche e credo pure psicologiche notevoli). Se n'é andata a piú di ottant'anni, per una stupida caduta in casa..

A volte mi sento ingrata con la vita per essere depressa, mi dico, sono sana come un pesce ma ogni mattina uscire dal letto é una impresa, non ne ho il diritto, dovrei ringraziare la buona sorte ogni giorno per essere sana e potermi alzare dal letto, perché non lo faccio??
Dovrei cercare di vivere la mia vita al meglio visto che la ho, ma non ci riesco, mi trascino da un giorno all'altro come una novantenne in ricovero.
Mi sento in colpa, egoista, e ingrata per quello che ho.
É che la depressione non mi molla da piú di 25 anni..

Ho provato con gli antidepressivi, con una psicologa scema, con l'esercizio fisico, ma dopo un po' ci ricasco, basta una lite, un qualcosa che non va in laboratorio, una giornata di brutto tempo o di caldo e plof, il mio umore se ne scende sotto i piedi.

Ho cominciato a 15 anni circa, prima ero una piccola locomotiva testarda che si sentiva in cima al mondo, poi tra traslochi e crisi emozional/amorose in famiglia (mia madre ebbe una crisi profonda per aver dovuto scegliere se lasciare tutti e scappare con l'amante o restare a casa, in pratica per me, restó a casa ma si mise a bere come una spugna), ma forse semplicamente crescendo qualcosa si é rotto, ho smesso di essere ottimista, di credere in mé stessa.

Ho avuto qualche periodo in cui stavo bene e avevo speranze e entusiasmo, per esempio tutti gli anni dell'universitá, poi ho avuto un periodaccio quando il lavoro non si trovava e l'unica cosa che pareva importasse a mio padre e parenti vari era che "Non avevo il moroso, e il nipotino quando arriva?".

Dopo aver vinto la borsa di studio e essere partita per l'Olanda fú un altro bel periodo, il mondo era mio, mi sentivo pronta a tutto, andó bene un paio di anni, fino a quando non riuscí a restare nel laboratorio dove mi ero trovata benissimo, trovai un'altro posto ma non riuscii a farmi piacere la nuova cittá e il nuovo soggetto, lasciai per ritentare nel primo laboratorio, e dopo un anno non riuscí ad avere la borsa di dottorato per cui avevo sperato e lavorato, e mi ritrovai di nuovo a cercare un lavoro.

Nel frattempo avevo trovato il moroso, per aggiungere un livello ulteriore di complicazione alla mia vita, avevo tentato di evitare le complicazioni romantiche il piú a lungo possibila ma pare che all'istinto di accoppiamento sia impossibile resistere, e il collega/amico/altro fantasma del laboratorio di notte con cui condividere caffé e chiacchiere si era rivelato un qualcosa di piú.

Ed ecco che ottenni una borsa di studio in Svizzera, una nuova avventura. Peró non funzionó, alla fine il dottorato in Svizzera l'ho finito in 8 anni e un (altro) cambio di laboratorio in mezzo, un disastro, mi vergogno di parlarne.

Adesso stó lavoricchiando ma passo piú giornate a vagare con la mente nel vuoto grigiognolo che a lavorare veramente. E mi stó scavando la fossa con le mie stesse mani. Se mi licenziassero domani avrebbero ragione.

In pratica un fallimento totale e generale. 41 anni buttati via.
E pensare che quando sono nata non sarei dovuta sopravvivere, ero prematura, non mangiavo, volevo solo dormire, se mi avessero lasciato andare forse sarebbe stato meglio...

Ecco, sono partita da una povera persona che é morta nonostante volesse tanto vivere, e sono finita a blaterare delle mie disgrazie, sono egoista ed egotista come al solito, ma almeno su queste pagine mi sfogo un po'.

PS: astenersi suggeritori di terapie alternative, meditazioni, preghierine a padre pio, omeopatia e simili, sono scettica e atea.

Wednesday, 5 October 2011

Ciao Anna Lisa

Anna staccato Lisa se n'é andata. Io seguivo il suo blog da un pezzo, senza mai commentare, ho avuto piú di un familiare colpito dalla "bestiaccia" cancro, come la chiamava lei, e mi ero appassionata alla sua storia, e al suo amore per la vita, nonostante tutto.

Ciao
http://annastaccatolisa.splinder.com/

Tuesday, 4 October 2011

Pater Moeskroen: Dansen

"Carpe diem" in versione carnevalesca olandese, la metto qua per ricordarmi ogni tanto di sorridere, che la vita bisogna viverla ;-)
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Op een dag wordt je geboren en langzaam word je groot
Er komt ook nog gegarandeerd een dag, dan ga je dood
Daartussen mag je leven, da's alles wat je kan
Maar al duurt het even, we maken er iets van

En we dansen dansen dansen door de nacht
Met de duivel op de hielen en de dood die op ons wacht
Maar we grijpen alle kansen
En we dansen dansen dansen!

Ik heb het al zo vaak gezegd: het leven is een boom
Maar je moet er wel van plukken, anders blijft het een droom
In het dal zit je veilig, maar meer ook niet
Op de top van de heuvel is het prachtig wat je ziet!

En we dansen dansen dansen door de nacht
Met de duivel op de hielen en de dood die op ons wacht
Maar we grijpen alle kansen
En we dansen dansen dansen!

Ik heb m'n buik al meer dan vol van "later" en "straks"
Nog één folder over sparen en ik zit aan m'n taks
Ik woon in het heden en ik voel me mens
Op de rand van de afgrond is het leven pas intens!

En we dansen dansen dansen door de nacht
Met de duivel op de hielen en de dood die op ons wacht
Maar we grijpen alle kansen
En we dansen dansen dansen!

Op een dag wordt je geboren en langzaam word je groot
Er komt ook nog gegarandeerd een dag, dan ga je dood
Daartussen mag je leven, da's alles wat je kan
Maar al duurt het even, we maken er iets van

En we dansen dansen dansen door de nacht
Met de duivel op de hielen en de dood die op ons wacht
Maar we grijpen alle kansen
En we dansen dansen dansen! (2x